Si è concluso il 3 dicembre il progetto Erasmus + “In search of lost tastes”, organizzato e gestito dall’associazione “Terra di Mezzo” di Vallefiorita (CZ). Dal 23 novembre al 3 dicembre un gruppo di circa 40 studenti stranieri è stato ospite nel piccolo borgo di Vallefiorita (cd. “per l’amenità dei suoi luoghi e per i fiori che vi crescono a dovizia”  - cit. G. Valente).

Volantino del progetto

Volantino del progetto

Obiettivo del progetto – come spiegato dal Presidente dell’Associazione Gianni Paone“è la ricerca e il recupero di ricette, modi di preparazione e cottura tradizionali dei diversi paesi, ma anche e soprattutto di fiabe o leggende o di antiche tradizioni legate al cibo. Crediamo fortemente nella condivisione del cibo e dello stare insieme a tavola, in quanto sinonimi di pace, di amicizia, di ospitalità e di speranza nel futuro” 

Durante la loro permanenza in Calabria, ogni gruppo di studenti stranieri  ha presentato il proprio Paese, ponendo l’accento sul valore del cibo dal punto di vista simbolico. Il progetto ha preso forma attraverso workshop pratici di preparazione di cibi, piatti tipici calabresi e delle culture ospiti; workshop di ricerca sui rapporti tra cibo e musica, arte, letteratura, cinema e di storytelling con racconti legati al cibo.

Lo scambio culturale internazionale ha fatto tappa nella “Costa degli Dei” il 29 novembre, patrocinato dal Comune di Zambrone. La sinergia tra l’associazione “Terra di Mezzo” e l’APS “Cosi Mali”, ha dato vita ad momenti di vera condivisione alla scoperta delle tradizioni e della cultura calabrese.

Discovering Tropea - foto di cosimali.com

Discovering Tropea – foto di cosimali.com

La prima tappa della visita è stata Tropea ed il suo centro storico. Gli erasmus ed i ragazzi di Vallefiorita hanno potuto – grazie all’encomiabile Archeologo Dario Godano ed alla mediatrice culturale Micaela Papa – scoprire una Tropea “inedita”, passeggiando tra vicoli e palazzi intrisi di storia.

ph. Miriam Giaquinto

ph. Miriam Giaquinto

Tropea - ph. Miriam Giaquinto

Tropea – ph. Miriam Giaquinto

La giornata è proseguita nella vicina Zambrone, dove il Sindaco – Dott.ssa Giovanna Pileggi  - ha accolto, insieme alla giunta, il gruppo nella sala consiliare comunale, offrendo loro un aperitivo di benvenuto.

Il Comune di Zambrone accoglie il gruppo di erasmus

Il Comune di Zambrone accoglie il gruppo di erasmus – Ph. Miriam Giaquinto

Il discorso di benvenuto del Sindaco di Zambrone - ph. Miriam Giaquinto

Il discorso di benvenuto del Sindaco di Zambrone – ph. Miriam Giaquinto

Ph. Miriam Giaquinto

Ph. Miriam Giaquinto

Grazie alla splendida collaborazione di Rosy Colace e Stefania Barillaro, i ragazzi hanno – poi – potuto cimentarsi nella preparazione dei fileja, tipica pasta fresca calabrese fatta a mano.

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foto di cosimali.com

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Preparazione dei “Fileja” – ph. Miriam Giaquinto

ph. Miriam Giaquinto

ph. Miriam Giaquinto

Preparazione dei "Fileja" - ph. Miriam Giaquinto

Preparazione dei “Fileja” – ph. Miriam Giaquinto

Preparazione dei "Fileja" - ph. Miriam Giaquinto

Preparazione dei “Fileja” – ph. Miriam Giaquinto

Terminato l’impasto, gli erasmus hanno gustato i prodotti tipici del luogo ed alcuni piatti della gastronomia calabrese. 

Durante il pranzo, Rosy e Stefania hanno raccontato ai ragazzi erasmus alcuni aneddoti sui prodotti biologici e sulla cucina a Km Zero, aspetti fondamentali nel modus operandi dell’agriturismo che ha ospitato l’iniziativa.

L’intesa giornata “internazionale” si è conclusa sul lungomare di Zambrone. Si è trattato di uno dei momenti più emozionanti, in particolare per i ragazzi che – per la prima volta nella loro vita – visitavano la spiaggia. In Calabria, a novembre.

Tutti in spiaggia - ph. Miriam Giaquinto

Tutti in spiaggia – ph. Miriam Giaquinto

La dimostrazione che “fare rete” si può. Anzi, si “deve”!

Alla prossima.

Enzo, Antonio, Dario, Francesca e Cristina

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«Noi crediamo che, in un momento così difficile, in cui i recenti fatti terroristici di Beirut e Parigi stanno minando la nostra fiducia di base verso il prossimo – e questo ci porterebbe a chiudere le porte e a sottrarci ad ogni incontro con l’estraneo – noi siamo felici, come comunità, di aprire le nostre case per accogliere. Siamo, infatti, consapevoli del fatto che solo la conoscenza dell’altro, la comunanza, la condivisione possano creare rispetto e solidarietà tra culture diverse e amore e fratellanza tra i popoli. Riteniamo che questo degli scambi giovanili sia il percorso da seguire per la costruzione di un mondo migliore e di un futuro di pace»

Gianni Paone