Ferdinando II di Borbone – Museo Reali Ferriere Borboniche di Mongiana

Mongiana è un piccolo centro montano alle falde del Monte Pecoraro, all’interno del Parco Naturale Regionale delle Serre (le c.d. Serre Calabre). Il centro abitato, sorto attorno al complesso siderurgico costruito da Ferdinando II di Borbone, fu fondato nel 1771 in seguito all’alluvione che coinvolse la prima ferriera stabile calabrese a Stilo (RC)

Nacque così il Villaggio Siderurgico di Mongiana, primo complesso siderurgico della penisola italiana, che comprendeva oltre alla fonderia, le ferriere di San Bruno, San Carlo, Ferdinandea e Real Principe (oggi non più esistenti), dando lavoro –  indotto compreso – a circa 2.000 operai. 

Resti della Fonderia

Resti della Fonderia “Mongiana”, cuore dello stabilimento

La scelta del luogo da parte del Regno delle Due Sicilie fu dovuta alla presenza di elementi indispensabili per la metallurgia, che le Serre offrivano e tuttora offrono. Miniere di ferro, foreste di faggi e castagni, acque abbondanti, cave di pietra steatite (necessaria alla costruzione di altiforni) ed il prezioso calcare argilloso adatto al trattamento del minerale ferroso.

Località “Cima” (così veniva chiamata l’attuale Mongiana) costituiva un importante punto strategico:  la confluenza dei fiumi Ninfo ed Allaro permetteva di generare una grande forza idraulica, essenziale per muovere ingranaggi, nonché per l’intero ciclo produttivo. 

il fiume Allaro

il fiume Allaro

La produzione della Ferriera era diversificata; dal 1813 vi fu stabilita una fabbrica d’armi che lavorò alle dipendenze del Ministero della Guerra. Il Ferro prodotto dal minerale estratto nelle vicine miniere di Pazzano veniva spedito a Napoli dove era rilavorato e trasformato in prodotti di uso civile e militare.

Il trasporto avveniva con i carri da Mongiana a Pizzo Calabro e, da qui, il materiale veniva imbarcato per Napoli.

Il trasporto dei materiali

Il trasporto dei materiali

La fabbrica delle canne da fucile fu impiantata nel 1813; successivamente fu ampliata e trasformata in fabbrica delle armi per la produzione completa dei fucili.

L’organizzazione planoaltimetrica dell’edifico (dove, attualmente, è ubicato il Museo Reali Ferriere Borboniche) permetteva di sfruttare la caduta dell’acqua captata dal fiume Ninfo per alimentare le differenti fasi produttive.

La fabbrica produsse armi bianche e da sparo di eccellente fattura, come il famoso fucile da fanteria modello “Mongiana”.

particolare del fucile modello "Mongiana"

particolare del fucile modello “Mongiana”

Dopo l’Unità d’Italia, nonostante i buoni risultati raggiunti, per le ferriere calabresi iniziò il declino, dovuto all’arretratezza degli impianti – non adatti all’impiego del carbon fossile – e sopratutto alla volontà politica del nuovo governo unitario.

Infatti, alla caduta del Regno Borbonico e con il suo inserimento nello Stato Italiano, fu progressivamente diminuita la produzione, privilegiando le industrie del Nord Italia. Nel 1862 il governo autorizzò la vendita di proprietà ed immobili demaniali non destinati ad uso pubblico o richiesti dal pubblico servizio; il 25 agosto 1874 gli stabilimenti furono messi all’asta dall’Interdenza di Catanzaro, insieme a boschi e miniere.

Ancora una volta, fu chiara la volontà dei «piemontesi» di boicottare l’industria duosiciliana, con il risultato a tutti noto di utilizzare il Mezzogiorno solo come terra di conquista.

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Un ringraziamento particolare all’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Momò” per averci guidato alla scoperta di Mongiana e del suo glorioso passato.