Ogni 3 Maggio a Tropea si festeggiano i “Tri da’ Cruci”, una festa di origine cristiana e che affonda le sue radici nella tradizione popolare.

Oggigiorno la festa – che si tiene al “Burgu” (Via Umberto I) – è un evento carico di significati e simboli pagani.

Tra i balli dei “giganti“, rulli di tamburi, il suono della “caricatumbula“, giochi popolari e pirotecnici si commemora la cacciata dei pirati turchi da parte di valorosi cittadini tropeani. 

Rievocando antiche leggende, vengono date a fuoco sagome di barche per ricordare le vittorie dei Tropeani sull’antico nemico musulmano. Verosimilmente, nell’accensione delle barche si ricorda la battaglia navale dello stretto di Lepanto (1571), dove centinaia di valorosi soldati tropeani parteciparono alla vittoria della Santa Croce sulla mezzaluna musulmana.  Tramonto del 03.05.15

Verso sera si assiste al ballo del “camiuzzu di focu“, un cammello che viene dato a fuoco (e deriso) in segno di rivalsa nei confronti degli invasori saraceni. 

U Camiuzzu i Focu

Nell’edizione 2015, grazie alla partecipazione della scuola superiore di Tropea, molti studenti da varie parti d’Europa hanno potuto assistere e vivere assieme ai cittadini tropeani l’emozionante festa. 

Un tradizionale evento, organizzato con passione ed impegno dall’Associazione Culturale Tri da Cruci, che offre importanti spunti storici e culturali sulla “Perla del Tirreno”

 

I vari momenti della festa nel video di Salvatore Libertino – Tropea e dintorni