wavegraden

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« You’re done, once you’re a surfer you’re done. You’re in. It’s like the mob or something. You’re not getting out » K. Slater

Una raccolta fondi pubblica e volontaria per realizzare il loro sogno: costruire un Wavegarden, lì dove le condizioni marine non lo permettono.

Andrea La Torre e Valerio Buttafuoco – due giovani surfers di Tropea –  hanno da pochi giorni lanciato sul web il loro progetto crowdfunding (primo in Italia) per costruire un generatore artificiale di onde.

Attraverso la piattaforma Indiegogo sarà possibile dare il proprio contributo a questa ambiziosa e – per loro stessa ammissione – “provocatoria” idea.

Link della raccolta fondi

“Il progetto nasce principalmente dall’amore per l’oceano e per il surf, sport che purtroppo siamo costretti a praticare solo in condizioni atmosferiche favorevoli a questa disciplina. Un investimento apparentemente esoso, considerato l’importo totale, potrebbe valorizzare in maniera altrettanto esponenziale il nostro territorio.

La struttura è innovativa e il mondo ne è vergine, Inghilterra e Texas sono prossimi all’apertura. Se la cifra stabilita per costruire il wavegarden nei dintorni di Tropea (8 milioni di €) non verrà raggiunta entro 60 giorni, ciascuna quota verrà restituita”.

Che cosa è un Wavegarden?

da wavegarden vimeo

Si tratta di una laguna artificiale la quale – attraverso una rivoluzionaria tecnologia – è in grado di produrre onde “tubanti” da 0,5 a 2 metri (vedi video sopra). Una grande piscina dove tutti potrebbero avere la possibilità di cavalcare onde in condizioni di sicurezza, permettendo inoltre di praticare altri sport acquatici ed usufruire di diversi servizi.

Il surf – tra gli sport più antichi del mondo- è praticata da milioni di persone che, ogni anno, si muovono da un polo all’altro per cercare l’onda perfetta. Un mercato in aumento che cresce di circa un milione di nuovi surfers l’anno.

Perché in Calabria?

Un impegno economico di tali dimensioni è – quantomeno – utopistico in un territorio dove servizi ed infrastrutture sono carenti. Realizzare una strttura del genere – costruita con materiali ecologici e senza ripercussioni dal punto di vista ambientale – creerebbe un indotto notevole.

Tra nuovi posti di lavoro, incremento dei flussi turistici 365 giorni l’anno, ritorno d’immagine e la possibilità di sviluppare nuove forme di business dietro il “Giardino delle Onde”, i vantaggi ed i benefici verso il territorio calabrese (e non solo) sarebbero immediati.

Sogni ad occhi aperti? Probabile! Ma il solo fatto che due giovani calabresi si attivino in maniera propositiva e con tanta passione per realizzare un loro sogno a casa propria, merita sostegno e tanta stima.

E poi – come dicono i surfers – “bisogna sempre crederci!”

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